Chi siamo

L’AVIS e la Pubblica Assistenza

C’era, fin dalla notte dei tempi, a Borgo a Buggiano, la Compagnia di S. Antonio, la quale, con una vecchissima barella a mano con calotta all’altezza di testa e busto, portava i malati all’Ospitale che si trovava più o meno dove ora c’è la canonica del Santuario. Suo compito era anche quello di accompagnare i defunti al cimitero. Ricordo ancora le cappe nere dei confratelli con cappuccio calato sul viso per i funerali e la processione della mattina del Venerdì Santo, che partiva dalla chiesa di S. Pietro Apostolo e, attraverso corso Indipendenza e piazza del Popolo, arrivava alla chiesa di S. Maria, per poi ritornare al punto di partenza. Noi ragazzi rimanevamo affascinati e un po’ impauriti da quegli uomini dal volto nascosto, che portavano una croce con affissi i simboli della passione di Nostro Signore.
In tempi più moderni, un certo Alvaro Bettarini, ed uno sparuto manipolo di donatori del sangue, che erano iscritti all’AVIS di Pescia, decisero di fare gruppo al Borgo per sensibilizzare alla donazione i suoi abitanti e così, nel dicembre 1975, nasce il gruppo donatori AVIS del Comune di Buggiano, la cui direzione si riunisce, prima nella mitica Sala Matteotti messa a disposizione dal Comune ed in seguito, in una stanzina di sì e no 2 metri per 3, adiacente al bar Bernardi, concessa gratuitamente da Miranda Modini, che era stata per decenni la fotografa e merciaia del paese.
Il terribile terremoto nel Friuli del 1976 dette il “LA” ad una serie di iniziative importanti. La popolazione si mise in moto per raccogliere fondi, capi di abbigliamento e derrate alimentari. Le parrocchie fecero altrettanto; Monsignor Mazzoncini, che era in contatto con il parroco di Urbignacco, uno dei paesi devastati dal sisma, inviò un armonium ed il senso di solidarietà pervase tutta la comunità. Incaricato spontaneo per essere centro di raccolta e per portare il tutto in Friuli, fu il gruppo donatori Avis. Il successo di questa iniziativa fece emergere nella gente il desiderio di fare di più e la donazione del sangue, risultò il modo più semplice ed immediato di essere utili, quindi gli iscritti aumentarono enormemente.
Allora ci si chiese: “Perché non costituire anche una Pubblica Assistenza da affiancare in modo binario al gruppo AVIS?” L’Appia regalata dalla Pubblica Assistenza di Pescia e che aveva al suo attivo ben 19 anni di onorato servizio, rimessa a nuovo e riverniciata, fu la prima autoambulanza borghigiana e con essa si realizzava il sogno. L’avventura della Pubblica Assistenza iniziava il 10 Ottobre 1976, nella ex sacrestia della chiesetta di S. Antonio abate, concessa dall’allora Governatore Franchino Franchi. Sul retro, in uno spazio che aveva ospitato il pollaio delle suore del Carozzi Sannini, fu costruita una stanzina, che fu adibita a dormitorio per i volontari. Nel piccolo complesso non c’era nemmeno il bagno e, per i bisognini e bisognoni, si correva ai bagni della stazione ferroviaria. Come ringraziare comunque chi, con lungimiranza, aveva concesso quei locali? Il modo migliore fu individuato nel continuare la tradizione dell’Arciconfraternita, prendendosi cura del restauro e della conservazione della chiesetta di S. Antonio abate e di iscriversi, ognuno a titolo personale nella Compagnia. Pur avendo costruito un garage esterno in lamiera, per accogliere i mezzi ed avendo adeguato a studi medici i locali di via Indipendenza, che una volta erano stati occupati dal Monte dei Paschi di Siena, ci si accorge che è necessario ed indispensabile avere una sede più ampia, che possa riunire tutte le attività dell’associazione. Dopo affannose ricerche e perlustrazioni in varie zone, lo spazio adatto viene individuato nei pressi delle scuole Elementari e, nel 1991 viene acquistato il terreno al costo di 50.000.000 di lire. Nel gennaio 1992 iniziano i lavori di innalzamento del piano terreno e del primo piano; nel 2000 si aggiunge il secondo piano e si apportano adeguamenti e migliorie; infine, nel 2012, viene costruito un grande garage interrato, per accogliere ben sette mezzi, figli e nipoti della gloriosa Appia n. 1.
Quello che Avis e Pubblica Assistenza sono diventate, una volta staccatesi da Pescia, è davanti ai nostri occhi tutti i giorni: un grande edificio che accoglie gli studi dei medici condotti e specialisti, gli ambulatori per i prelievi ed un servizio di soccorso che, anche se gestito oggi dal 118, vanta uno stuolo di volontari ben addestrati e carichi delle doti più importanti e necessarie, la buona volontà e l’amore.
Forse le fotografie qui pubblicate basterebbero da sole a parlare dei sentimenti che animano i volontari e gli associati; non ce n’è una, infatti, che non racconti di coesione, di appartenenza, di altruismo, di voglia di fare e di stare insieme. I corsi di primo soccorso sono tenuti da medici e seguiti con serietà da tutti i volontari; non vi è donna che non sia disposta a mettersi ai fornelli in occasione di cene sociali o di merende ricreative; alcune prestano servizio presso il centro prelievi o al centralino degli studi medici; alcuni giovani e meno giovani hanno costituito una squadra di calcio ed alcuni appassionati delle due ruote, un gruppo di cicloamatori. Insomma, qui non ci si occupa soltanto di assistenza, benché sia importantissima, ma si attua un’attività sociale viva e si partecipa a molte manifestazioni, siano esse a carattere religioso o civile. Oltre a prendersi cura, come già detto, della chiesetta di S. Antonio abate, l’Associazione ha ripristinato la processione del Cristo Morto con la Madonna Addolorata, del Venerdì Santo, fin dal 1977 ed è sempre presente sia alla processione del Corpus Domini, che il 18 agosto, a quella del SS. Crocifisso e pure alle commemorazioni dei caduti di tutte le guerre. Praticamente quella che, agl’inizi, sembrava quasi una scommessa persa, criticata e malvista da gran parte dei benpensanti, è oggi una realtà gigantesca amata da tutti ed uno dei suoi padri fondatori, Alvaro Bettarini, è stato scelto dagli amministratori, per essere insignito del titolo di “Cittadino Benemerito” del Comune di Buggiano. L’Associazione non tralascia ogni buona occasione per fare cultura, organizzando o ospitando, nel salone delle conferenze, spettacoli di arte varia, nonché conferenze di interesse sociale.

In tutta la Valdinievole non esiste una Pubblica Assistenza pari a quella del Borgo. Qui, veramente tutto è basato su volontari veri e pure il bell’edificio che è stato costruito ed ampliato nel tempo, è frutto, prima di tutto del lavoro dei volontari (molti di loro hanno contribuito gratuitamente ai lavori), poi del sostegno di Banche e dell’Amministrazione Comunale ed in ultimo, ma non per ultimo, di donazioni spontanee da parte di chi ha colto il vero spirito che ha sempre animato e spinto i suoi fondatori… ovvero il tutto e il massimo per il prossimo, disinteressatamente.


L’EROE

L’eroe è quel volontario
che rischia la sua vita,
senza pensarci troppo,
in tempo sia di guerra che di pace.
C’è anche il volontario
che offre il suo servizio,
per fare sol del bene
a chi ne ha bisogno.
È questa una persona,
che dona un po’ di tempo
a chi è disagiato,
sia esso un ammalato
o un vecchio abbandonato.
È spinto dall’amore,
da un senso di pietà,
da consapevolezza
che forse le persone
non hanno la fortuna che è
toccata a lui
di aver la giovinezza o una
famiglia sana.
Son questi i nuovi eroi
privi di una medaglia,
di encomi e pergamene,
ma sono le persone
di cui non puoi far senza
e sono i volontari
della Pubblica Assistenza.